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Un viaggio può diventare una prova iniziatica?

Un viaggio può diventare una prova iniziatica? Sì, direi di dì. I miei viaggi spesso lo sono diventati.

Perché se il viaggio non viene affrontato solo come un itinerario o come semplice distrazione offre una gamma importantissima di esperienze vere che aprono porte importanti e stimolano punti essenziali, velocizzando il processo di crescita.

Questo viaggio sapevo che sarebbe stato importante prima ancora di partire, non tanto per la meta, anche se poi mi sono dovuta ricredere, ma perché mi stavo mettendo alla prova su temi nei quale non ero ancora arrivata ad un vero giro di boa.

Sono stata nel sud Italia, non specifico dove perché non è essenziale al fine di ciò che vi voglio raccontare, nè con chi perché neanche questo è fondamentale per proseguire il discorso. Inoltre credo nel riserbo energetico: le prove iniziatiche devono comunque mantenere un loro grado di intimità.

Mi sono vista messa alla prova su tutti i fronti, ma vuoi la buona compagnia, vuoi il risultato di anni di lavoro su di me, e devo dire forse più di tutto i primi sei step del “Metodo 9talenti”, sono fiera di come ho affrontato le prove e del bagaglio di informazioni e intuizioni con il quale sono tornata.

Vi elenco le prove principali che ho dovuto affrontare:

  1. Incontro/scontro sugli ideali, intendo proprio quelli sui quali ci si accapiglia adesso (questo lo spiego più avanti)
  2. Prova sui vizi, in particolar modo il cibo (persa brutalmente, ma qui al momento non ho speranze J)
  3. Prova di fiducia (su cui c’è tanto da dire)
  4. Prova esoterica sul limite e oltre …. (ne parliamo poi)
  5. Prova sull’amore (ma a questo dedico un articolo a parte)

Incontro/scontro sugli ideali

L’unica verità è UNO, tutto il resto è una verità parziale, che è vera solo fintanto che non si incontra l’altra faccia della medaglia che è altrettanto vera. Più ci si discosta da Uno e più si tenderà ad estremizzare la verità ma l’unica verità è che ci si è allontanati da UNO. Cerco di spiegarvi con un esempio molto semplice. Sono a casa e sul tavolo c’è una bottiglia d’acqua che tutta nel suo complesso è UNO. Io sono seduta al lato sinistro, vedo la bottiglia dal mio punto di vista e quello che io vedo è vero. Alessia è seduta al lato destro, vede la bottiglia dal suo punto di vista (opposto al mio) e quello che vede è vero.

Quindi il mio vero finisce dove inizia il vero di Alessia: tutto insieme è UNO.

Parlando di ideali, sono le 2 facce della stessa medaglia che si scontrano solo perché si identificano in una delle due. Più si allena lo stare in equilibrio meno si dovrebbe vedere l’altro come un problema o come un nemico, ma solo come lo specchio che ci fa vedere quella parte di Vita che per nostra essenza fatichiamo a incarnare.

Prova di fiducia

Si parla tanto di Legge dell’Attrazione anche se io credo sia una delle meno capite in assoluto. E’ vero che  si attira ciò che si richiama, ma mi rendo conto che si confonde il mentale o l’istintivo con il cuore. Il cuore è l’elemento più difficile da decifrare e da seguire. Il cuore vuole ciò che la nostra mente rifiuta o che non accende la nostra pulsione ma noi confondiamo tutti questi elementi credendo di saperli riconoscere. Quindi ci buttiamo su situazioni che sono state spinte dalla mente o dalla pulsione, prendendo sonore cantonate e vivendo enormi delusioni che aumentano due emozioni che albergano già in noi: vergogna e dolore. A volte si dice: come faccio ad avere ancora fiducia nell’Universo se poi le cose vanno sempre a finire male? La risposta è semplice e allo stesso la più complicata: apri il cuore. Se apri il cuore e permetti non aspetti risposte, nè ritorni, nè che che quella persona (proprio quella persona) si innamori di te. Non cerchi di essere riconosciuto proprio in quell’ambiente, non cerchi di farcela. Impari a seguire il flusso e ad essere “attraente” (ecco la legge dell’attrazione) e ad attendere che ciò che è destinato a te si manifesti.  Non pretendi di controllare se una situazione sia destinata a te o meno ma godi nel mentre del bello che ha attraversato la tua vita e ringrazi del brutto che ti ha allenato e ti ha permesso di usare i tuoi talenti.

Più vado avanti e più penso che la vera prova di fiducia sia non aspettare che si manifesti ciò che si desidera, ma vivere attimo per attimo, permettendo alla vita di stupirci.

Prova esoterica sul limite…e oltre

Nel punto in cui il mio potenziale magico si sta esprimendo come non l’ho mai visto esprimersi prima, ecco la prova luciferina: l’adulazione!

L’ultimo anno ho veramente potuto sperimentare le mie capacità ad altissimi livelli, so che posso vedere e fare tanto. Ma qual è il limite entro cui sto nella luce e dove sconfino nel buio? Questo viaggio è stato simile alla zona in cui Ulisse ha incontrato le sirene. In più di un’occasione si è manifestata la voglia di andare oltre, di capirne di più, di alimentare il mio Ego, di provare a fare cose che avrebbero sigillato la mia potenza. Ma la prima vera domanda è: la mia potenza rispetto a chi? E perché farlo?

Una cosa che ho capito è che non siamo mai veramente impermeabili all’oscuro, semplicemente perché l’oscuro alberga in noi, in tutti noi. Poi c’è chi come me ne ha quantità maggiori, come la pianta velenosa, e come essa ha la sua funzione curativa: anch’io ho questa capacità, proprio grazie a questa parte accentuata. Alla fine è vero che la magia si può generare solo attraverso l’intervento dell’oscuro così come la scienza può ottenere veri risultati solo attraverso l’intervento dell’oscuro. Alla luce pura non interessa la materia, quindi non ha motivo di intervenire in nessuna forma di risposta materiale. Quindi non esistono sigilli o formule che ci tengano totalmente al sicuro quando ci abbiamo a che fare. Solo la vera stabilità interna ci permette di muoverci in sicurezza “relativa” e sempre da tenere controllata. Ma la sicurezza dai nostri cedimenti, perché se stiamo bene, non possiamo essere intaccati.

Inoltre ogni volta che vogliamo intervenire sul piano materiale CON RISULTATI MATERIALI è sempre con l’oscuro che dobbiamo fare i conti: è con questa parte di noi, quella legata alla materia che esiste perché ha perso elementi di luce, che dobbiamo mediare.

Infatti questa è la risposta: mediare. Dobbiamo imparare a diventare dei grandi mediatori, capire fino a che punto stare sulla materia e fino a quanto sullo Spirito. Perché nel primo caso rischiamo di perdere il senso dell’esistenza, nel secondo di non onorare la Vita che abbiamo voluto.

Vedo che l’articolo si è allungato, quindi della parte extra scriverò, forse più avanti. Dell’amore scrivo un articolo subito successivo che uscirà domani.

Voglio solo riprendere un attimo il perché ho sottolineato come il Metodo9talenti abbia concorso in modo importante a questo risultato: perché lavora con ordine, su tutti i nostri più grandi e quotidiani condizionamenti. Capisco infatti che la vera spiritualità è nel quotidiano e che il vero tempio è il cuore. Ma tranquilli, questo discorso sarà l’inizio del prossimo articolo.

 

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