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La vera spiritualità la si sperimenta nel quotidiano e il vero tempio è il cuore.

La vera spiritualità la si sperimenta nel quotidiano e il vero tempio è il cuore.

A seguito dell’articolo sul viaggio, ne ho scritto un altro riguardo l’amore e questo è il sequel del precedente che se non hai letto trovi qui.

L’amore.

Cos’è innanzitutto l’amore.

Pensiamo di conoscerlo ma io credo che conosciamo quello che ci spinge a cercare il bisogno e il punto debole. Se non conoscete il Metodo 9 talenti vi invito a vedere questi video per capire di cosa sto parlando (LINK) ma sappiate comunque che ci sono 2 caratteristiche che si sviluppano dalla distorsione del rapporto con nostra madre e con il nostro Ego: il bisogno e il punto debole. Il primo colpisce la nostra parte istintiva e noi la confondiamo con la passione e quindi l’amore. La seconda colpisce la nostra parte mentale ed è ciò di cui crediamo di innamorarci e invece è solo un modo per rompere la convinzione di essere troppo immeritevoli per cercare di avere qualcosa di più: ecco che cerchiamo tutto ciò che non possiamo avere.

Queste due ferite ci spingono a cercare in modo ossessivo la compensazione a questi due punti, ognuno con il suo modo particolare, come spiego nella varie Masterclass, ma in realtà non si tratta di vero amore.

Quand’è che cominciamo ad amare veramente? E soprattutto esiste la persona giusta per noi? Se sì, com’è?

Quand’è che cominciamo ad amare veramente: questa domanda che è veramente essenziale. Ho fatto consulenze con l’uso dei tarocchi per anni e ho notato una cosa in tutto questo tempo: la domanda che più mi veniva posta è mi ama? E dietro a questa domanda si nascondeva un dolore immenso, perché l’essere amati implica una conferma essenziale, il meritarlo. Come se l’amore dipendesse da un risultato in termini di efficienza: tanto sei, tanto meriti amore.

Ma c’è un passaggio che nessuno prende in considerazione anche se è un tema presente in qualunque percorso di crescita. Ma tu, ti ami? Perché se ti ami veramente la domanda appena posta non ha più motivo di esistere, nel senso che nel momento in cui io sono nella mia pienezza posso anche innamorarmi di te in modo romantico, e se tu non ricambi non importa, perché il mio amore non ha aspettativa e non è a senso unico.  Prima di tutto è importante aver chiaro cos’è il proprio spazio sacro e il proprio tempio e imparare ad onorarlo e a rispettarlo. Si tratta di qualcosa non banale, nè tanto meno semplice: implica il dover non piacere a volte o dover rinunciare a qualcosa in altre. Perché il concedersi quel qualcosa di facile avrebbe conseguenze per me.

Quindi prima di tutto è importante imparare cosa mi fa bene e cosa non può convivere con me. Solo a quel punto posso pensare di avvicinare qualcuno con il quale condividere. Ma che cosa?

Se si è autonomi dal punto di vista economico ed affettivo, resta solo l’amore, ciò che appassiona e si ama, che è più bello fare in due che da soli.

Io comincio seriamente a credere che l’amore non sia una pulsione, ma quello stato di benessere diffuso che in due tende ad aumentare e che anche quando ci si trova in una situazione di scontro, resta alla base del confronto.

Penso che ci si innamori veramente conoscendosi in modo approfondito, altrimenti è pulsione. Fantastica pulsione, ma resta qualcosa che rischia di spegnersi dopo aver bruciato.

L’amore cresce nel tempo e a maggior ragione nelle difficoltà.

Ma a questo punto esiste la persona giusta? Sì, certo. Ma potrebbe non essere come pensiamo e soprattutto non è unica. E’ la persona giusta in quel momento e può restare se si riesce a creare una storia in crescita. Può essere “destinata”? Anche qui, sì. Ci sono Anime che incontrano altre perché si sono accordate di accompagnarsi in un percorso particolare, ma non è per tutti e soprattutto non è detto che abbia senso per tutti. Chi vuole imparare ad amare è più facile che debba sperimentare più storie e più fasi perché imparare ad amarsi è una conquista e trovare la persona con cui condividere questa conquista è un atto di fede e di umiltà.

A questo punto chi è la persona giusta e com’è?

Quante volte nel mio lavoro mi sono sentita chiedere, è lui/lei?  A questo può rispondere solo il nostro Maestro, che è la parte di noi che ci guida nel nostro percorso. Una persona esterna può darci indicazioni parziali, ma come ho spiegato da poco ad una persona con la quale viaggiavo, quando canalizzi o hai visioni è come quando guardi dal buco di una serratura: vedi un particolare ma il contesto intorno potrebbe cambiare di molto il dato. Facciamo finta che la risposta è sì, è lui. E se fosse lui ma in un’altra vita? Oppure dopo 3 relazioni? Oppure sì, ma con tanto dolore? A questo punto è più importante focalizzarsi sulla persona o su cosa oggettivamente sta accadendo e su come ci fa stare la persona?

Una volta una mama africana mi disse “attenta a ciò che intuisci, se anche capisci che la persona ti ama ma lui ti dice che non è così, tu stai su quello che ti ha detto perché vuol dire che adesso la sua volontà è quella. Poco importa se è la verità profonda o no, è l’unica che si sta manifestando e tu rischi di non vivere nel mentre.

Quindi, la persona giusta è quella con la quale stai veramente bene, che ti fa stare veramente bene, che impari ad amare dalle piccole cose. E se non capisci se è lui/lei o no, permettiti di conoscerla avendo cura di non ferire il suo cuore. Permettiti di osservarla nei piccoli particolari, negli attimi che sembrano banali ma non lo sono.

E fidati veramente solo del tuo Maestro interiore. Ecco perché andremo a capire come funziona il nostro particolare Maestro, con quale energia si muove e a sbloccare il dialogo con esso.

Iscriviti subito al webinar gratuito che si terrà il giorno 8 settembre alle 21.00 a questo link, ti spiegherò come funziona il tuo Maestro e come imparare a riconoscere se il messaggio proviene da esso.

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